
Lillehammer ’94 è la prima edizione dei giochi olimpici invernali a non essere disputata in concomitanza delle olimpiadi estive. Ha luogo dal 12 al 27 Febbraio in Norvegia, in una località che è patria dello sci, basti pensare che la cittadina porta sullo stemma municipale l’immagine di uno sciatore. Questa rassegna è tuttora la manifestazione in cui l’Italia colleziona più medaglie. 20 in totale: 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi.
Tonya “La malvagia”

(credits Olympics.com)
Una delle storie che terrà banco dentro e fuori dai giochi è la vicenda che riguarda due campionesse del pattinaggio artistico femminile: Tonya Harding e Nancy Kerrigan, entrambe atlete della nazionale statunitense. Le due sono favorite per la vittoria finale. Nancy ha già nel palmares un bronzo ad Albertville. Ma la rivalità che cova Tonya è tossica. Nonostante sia in grado di fare addirittura un triplo axel in gara, viene spinta a fare una mossa estrema. Progetta di escludere dalla competizione Nancy commissionando due sicari, uno dei quali è suo marito, per spezzarle il ginocchio. Il tentativo però è alquanto maldestro e viene sventato. Alla fine la Kerrigan vince la medaglia d’argento e la Harding, che durante la gara viene sempre accolta con estrema freddezza dal pubblico, giunge ottava. Passate poche settimane dalle Olimpiadi la giustizia americana prova la colpevolezza di Tonya, squalificandola a vita dalla Federazione di pattinaggio e condannandola a tre anni con la condizionale al pagamento di 150.000 dollari di multa e a 500 ore di lavoro nei servizi sociali.
Sulla vita di Tonya è stato tratto un film interpretato da Margot Robbie la quale ha ricevuto la candidatura al premio Oscar per la sua parte.
L’impresa azzurra nel fondo

(credits OASport)
Tra i successi più emozionanti, spicca la staffetta italiana nel 4×10 km con Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Silvio Fauner. Il team azzurro, riesce in un’impresa poderosa. Scalza dal primo posto la squadra più forte: la Norvegia, in casa sua. Dopo un inizio di gara che vede in testa la Finlandia, si fa sotto la nazionale norvegese. Successivamente questa viene superata dall’Italia che avanza prima con Albarello, poi con Vanzetta, nella terza frazione. La conclusione è uno scontro, testa a testa, da brividi tra Fauner su Dæhlie. Alla fine ha la meglio l’italiano che esulta di fronte a un pubblico composto da 120.000 sostenitori norvegesi che rimangono ammutoliti.
5 volte Manuela di Centa

(credits SciareMag)
Lillehammer sono anche le Olimpiadi che segnano nella leggenda Manuela di Centa. La fondista friulana, originaria di Paluzza, è capace di vincere ben 5 medaglie ai Giochi. Un record tuttora imbattuto. La sciatrice racconta che prima della sua quinta e ultima medaglia non aveva più energie per affrontare i 30 km di prova classica. Decisivo fu il colloquio con il suo tecnico Benito Moriconi, pochi istanti prima della competizione. Il suo allenatore scaldò la sua motivazione, facendole capire tutti i sacrifici che aveva portato a compimento per arrivare sino in fondo. Manuela, raccogliendo così delle forze inaspettate, accetta di gareggiare. Il suo desiderio di vittoria la portò a primeggiare davanti alle scandinave, iscrivendola così tra le più grandi di sempre.

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